A Scanno rivive l'antico rito della Serenata della Chezetta, un canto scherzoso che risale ad oltre 1000 anni fa

CULTURA / L'AQUILA Lunedì 06 Gennaio 2020

La serenata della Chezetta è un tipico canto di questua, presente nel repertorio delle canzoni abruzzesi; una serenata conosciuta a Scanno per essere cantata la sera del 5 gennaio. Una canzone abruzzese sopravvissuta nel tempo che sembra abbia origine dall’antico capodanno celtico dei longobardi che invasero le nostre terre tra il quinto e il sesto secolo D.C. Maria Concetta Nicolai, nel volume Abruzzo 150 Antiche Feste, riporta una tradizione che ancora oggi si svolge a Scanno. Un tempo, in quanto a mattinate, Scanno non era secondo a nessun altro Paese.

"Le serenate che contavano, quelle che assolutamente non dovevano mancare ad una ragazza, erano cinque: la serenata di Sant' Eustacchio, la serenata dei fiori, la spartenza, la serenata delle calzette e, ultima, ma senz'altro la più importante, la penesella, che si cantava sotto la finestra degli sposi la sera delle nozze" scrive Marco Notarmuzi, elegante studioso di tradizioni popolari. In tanta messe quella delle Chezette (allusiva alla calza dell'infanzia) è tutto sommato la più scherzosa. Una comitiva di giovanotti, infatti, cantando a squarciagola il ben noto ritornello Addumane è la Pasquetta,/ t'appenneme la chezetta./Nen ce mette cherrevone,/ ma soltante cose bbone, la esegue sotto le finestre delle ragazze del paese richiedendo ad ognuna generose elargizioni di cibo e vino, da consumare l'indomani in allegra brigata.

video e foto di Enzo Gentile, direttore de la Foce di Scanno

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