Agricoltori abruzzesi manifestano a Roma: sos allevatori dopo tre anni dal sisma

TERAMO Sabato 26 Ottobre 2019

Agricoltori abruzzesi manifestano a Roma: sos allevatori dopo tre anni dal sisma

Sono già centinaia gli agricoltori, gli allevatori e i pastori terremotati della Coldiretti che, anche dall’Abruzzo, questa mattina hanno lasciato le proprie aziende per raggiungere il centro della Capitale e offrire In piazza di Sant’Anastasia al Circo Massimo i propri prodotti nel più grande mercato delle specialità contadine sopravvissute al sisma che hanno sconvolto la vita e il lavoro di ampie zone delle regioni del centro Italia. Una occasione per aiutare la lenta ripresa dei territori colpiti ma anche per fare un bilancio a tre anni dalle scosse dell’ottobre 2016, con la situazione attuale, gli interventi ancora attesi e le storie di chi con grande coraggio e dignità è rimasto a vivere e lavorare nelle campagne ferite. Dal pecorino di Farindola al pecorino di Campotosto, dalla patata turchesa ai salumi teramani insieme al ciauscolo marchigiano, le lenticchie di Castelluccio di Norcia e il pecorino laziale: sono questi solo alcuni dei prodotti scampati al sisma e portati al maximercato di Campagna Amica in cui viene preparata la pasta all’amatriciana cucinata dagli agrichef (i cuochi contadini degli agriturismi terremotati) e offerta ai cittadini proprio per ricordare che nelle zone devastate è ancora lontano il ritorno alla normalità.

Un grande striscione per ricordare che “La terra non trema – Il coraggio dei contadini”, a simbolo della tenacia degli agricoltori che con grande coraggio e dignità – sottolinea la Coldiretti - sono rimasti a vivere e lavorare nelle campagne ferite nonostante i ritardi nella ricostruzione e le perduranti difficoltà quotidiane. In piazza con i produttori c’è Ettore Prandini il presidente della Coldiretti che ha voluto dedicare alla solidarietà la ricorrenza del 75esimo anno dalla propria Fondazione avvenuta proprio a fine ottobre 1944 insieme ai vertici di Coldiretti Abruzzo nelle persone del presidente regionale Silvano Di Primio e dei presidenti delle federazioni provinciali Emanuela Ripani (Teramo), Angelo Giommo (L’Aquila) e Pier Carmine Tilli (Chieti), dei direttori regionale e provinciali di Coldiretti, della struttura, dei giovani imprenditori e della donne imprenditrici. Con loro sono arrivati tutti i sindaci delle province colpite tra cui anche il piccolo Antonio Croce, il baby sindaco di Torricella sicura, simbolo di chi “vuole un futuro migliore e non si arrende”  e il vicepresidente e assessore regionale alle politiche agricole Emanuele Imprudente. 

 

Un modo per ricordare che anche in Abruzzo nei paesi svuotati dal terremoto e con il turismo in lenta ripresa si registra ancora un crollo del 70% delle spesa che sta soffocando l’economia locale e il lavoro, a partire dagli agricoltori e dagli allevatori che sono rimasti nonostante le difficoltà.

I pesanti ritardi della ricostruzione con le difficoltà abitative delle popolazioni locali e i problemi a far tornare i turisti hanno determinato – sottolinea la Coldiretti - un crollo delle vendite dei prodotti locali che gli agricoltori, a prezzo di mille difficoltà, sono comunque riusciti a salvare dalla macerie garantendo la continuità produttiva e, con essa, una speranza di ripresa in un territorio a prevalente economia agricola che al terremoto ha pagato un conto salato. 

 

In difficoltà ci sono 25mila aziende agricole e stalle censite nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dove – continua la Coldiretti – c’è una significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali, e un rilevante indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo.

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