VIDEONEWS / Anche Teramo aderisce allo sciopero nazionale dei metalmeccanici

TERAMO Giovedì 31 Ottobre 2019

Il presidio di questa mattina da parte della FIM-CISL e della FIOM-CGIL è stata l’occasione per denunciare, ancora una volta, il rischio occupazionale che stanno vivendo circa 750 lavoratori del settore, che vedono messo in discussione il proprio posto di lavoro.

Si sta rischiando una “vertenza Teramo” e per questo il presidio ha consegnato, simbolicamente, alla politica locale problematiche, rivendicazioni e richieste dei lavoratori metalmeccanici.

I pochi tentativi messi in campo fino ad oggi per rilanciare il settore, a partire dall’Area di Crisi Complessa Val Vibrata, non hanno dato i risultati sperati. Per questo FIM, FIOM e UILM di Teramo chiedono un impegno per trovare, insieme, soluzioni. Non si può arrivare quando è ormai troppo tardi. Ci sono interi settori, come quello dell’automotive (che nel teramano occupa duemila addetti), che stanno vivendo direttamente gli effetti di una crisi globale dalla quale, anche per le dimensioni medio-piccole delle aziende, rischiano di essere travolti.

Un grido d’allarme che riguarda anche il tema della sicurezza sul lavoro. Troppi continuano ad essere incidenti ed infortuni e c’è bisogno di una immediata inversione di tendenza che veda il tema della sicurezza come obiettivo di tutti: Organizzazioni Sindacali, aziende ed Istituzioni.

Al presidio erano presenti delegazioni delle storiche vertenze teramane (Atr di Colonnella, Selta di Tortoreto, Veco di Martinsicuro) e di quelle realtà che iniziano destare segnali preoccupanti in prospettiva futura.

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