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Arrestato l'ex rettore dell'Università dell'Aquila Di Orio Sagra della Porchetta

L'AQUILA Domenica 04 Agosto 2019

Arrestato l'ex rettore dell'Università dell'Aquila Di Orio

«Ha sfruttato la propria posizione di supremazia in ambito universitario, con vere e proprie minacce, per indurre il docente a consegnargli le cospicue somme di denaro e altre utilità». E poi ancora: c'è la «piena prova» di «un considerevole flusso di denaro» tra contanti e assegni dal docente dell'Università dell'Aquila Sergio Tiberti all'ex rettore Ferdinando Di Orio, «nell'ordine di circa 200 mila euro», dei quali «l'entità, la natura e la modalità dei versamenti» sono «incompatibili con le usuali regalie che possono intervenire in un rapporto di amicizia e dimostrano, piuttosto la totale sudditanza di Tiberti». Lo scrive oggi Il Messaggero. Nel maggio di tre anni fa il Tribunale di Roma motivava così la condanna a 3 anni di reclusione all'ex rettore dell'Università dell'Aquila, Ferdinando Di Orio accusato di induzione indebita a dare o promettere utilità.
I giudici avevano anche evidenziato «l'abnorme richiesta di ben 50.000 euro in un'unica soluzione» così come le richieste di pagamento di autovetture, abiti, riparazioni di carrozzeria, canone telefonico. Ora per questi episodi (passati al vaglio della Corte di Cassazione con una condanna a 2 anni e mezzo di reclusione) l'ex Magnifico che oggi ha 71 anni è rinchiuso nel carcere di Rebibbia a Roma. I giudici supremi, a metà dello scorso mese di giugno, hanno ritenuto inammissibile il ricorso presentato dall'ex senatore di centrosinistra, confermando la pena della Corte di Appello di Roma. Sulla reclusione dell'ex rettore in queste settimane c'è stato il più stretto riserbo: la conferma della carcerazione emerge dalla notifica, da parte della Corte di Appello di Roma, della prima udienza, fissata per il prossimo 22 novembre, del processo nell'ambito del quale il rettore, insieme all'ex sindaco di Antrodoco (Rieti), Maurizio Faina, è stato condannato a 4 mesi con l'accusa di abuso d'ufficio nell'ambito di una operazione di trasferimento, dopo il terremoto dell'Aquila del 2009, di alcune sedi universitarie nel comune reatino, scrive il quotidiano romano.

L'ex rettore, per una decina di anni a capo dell'Ateneo, è stato tradotto a Rebibbia, un carcere definito difficile, sia pure in presenza di una pena inferiore ai tre anni, per la recente legge spazzacorrotti, che per condanne legate a reati del genere, tecnicamente prevede l'arresto immediato con la detenzione in carcere, anche per gli imputati con più di 70 anni.

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