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TERAMO Mercoledì 07 Agosto 2019

Arsita si veste di musica per Valfino al canto

Un quarto di secolo. Un traguardo importante, frutto dell’impegno, della dedizione e della passione che muove gli organizzatori, ma anche della necessità – più che mai sentita – di un piccolo paese dell’entroterra teramano di sentirsi vivo e stimolante, di regalare allegria, divertimento, musica, incontro e confronto con altre culture e altre realtà in tre giornate uniche e speciali. Questo il segreto della longevità della manifestazione “Valfino al Canto” che dal 9 all’11 agosto 2019 tornerà ad animare Arsita in parallelo alla 34esima Sagra del Coatto. Si tratta di una festa della musica tradizionale che richiama cantori, musicisti, ballerini e appassionati da tantissime località, non solo italiane e che, grazie all’ottima organizzazione e al successo riscontrato negli anni è riuscita ad avere una visibilità internazionale. Lo scorso anno la manifestazione curata dall’Associazione Altofino presieduta da Caterina Cacciatore, ha ottenuto una menzione sul noto quotidiano britannico The Guardian. Il programma della 25esima edizione, è stato presentato dagli organizzatori e della Sindaca del Comune di Arsita, Catiuscia Cacciatore questa mattina (6 agosto 2019) a Teramo nella Sala della Giunta della Provincia. Valfino al Canto si avvale del patrocinio del Comune di Arsita, della Regione Abruzzo e del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga e del supporto della Fondazione Tercas, della Pro Loco di Arsita, dell’As Arsita e dell’Associazione di sviluppo locale .

A caratterizzare il Festival etnomusicologico la presenza di circa 30 gruppi provenienti da moltissime località italiane e del mondo in grado di proporre e far mescolare musiche tradizionali straordinarie: da quelle della tradizione greca e balcanica, passando per le musiche sudamericane in particolare del Perù, Argentina, Cile, Bolivia e Ecuador, ma anche ritmi scozzesi, la musica Rom con l’Alexian Group, i canti e i suoni della tradizione popolare italiana dall’Emilia al Piemonte, passando per la tradizione musicale toscana, ai ritmi dell’area del Vesuvio, dell’area lucana e di molte altre località senza dimenticare le musiche abruzzesi, da quelle dell’alta valle del Fino al Vomano, ma anche della zona dell’Aterno, della valle Truentina, al confine con le Marche con numerosi gruppi che si alterneranno nelle tre giornate. Non solo musica, ma anche laboratori e teatro. Durante i pomeriggi il Teatro Pane e mate di Gianni Parodi e Salvatore Fiorini terrà due laboratori: di costruzione di stendardi e bandiere giganti e di costruzione di gigantes. Inoltre saranno visitabili la Bottega di Liuteria di Francesco Sabatini e Francesco Duranti e il laboratorio di costruzione di tamburelli e di strumenti musicali di Enzo Di Silverio. L’11 agosto, alle 15 al forno vecchio sarà aperta la mostra fotografica: "Di mano in mano", a cura di Ileana Pavone (Ribes & Cannella). Il 10 e l’11 agosto, dalle ore 21, Il carro dei Bacucchi e Le Muse presentano “La storie d’l’amore”, spettacolo itinerante, con la regia di Marina Di Carluccio e Enzo D’Angelo: un viaggio tra ricordi e racconti per narrare momenti della tradizione abruzzese. Nei tre giorni, inoltre, la sezione CAI di Arsita organizza uno spazio espositivo sulle attività dell'Associazione. In concomitanza con “Valfino al canto” si svolge la Sagra del coatto, a cura della locale Pro Loco, antico piatto pastorale a base di carne di pecora bollita con particolari spezie.

“Valfino al Canto compie 25 anni, – dichiara la presidente dell’Associazione Altofino Caterina Cacciatore – ideata e realizzata nel 1995 dall’Associazione Altofino, in collaborazione con gli etnomusicologi Marco Magistrali e Carlo Di Silvestre, è nata come vetrina di un lavoro di ricerca nell’Alta Val Fino sui canti e i balli della tradizione orale contadina in estinzione. E’ per noi motivo di grande orgoglio vedere come nel tempo Valfino al Canto sia riuscita a crescere e a ritagliarsi uno spazio importante tra le tante iniziative estive della nostra regione e a essere scelta da un vasto pubblico eterogeneo, proveniente da tutta Italia e non solo, per passare tre giornate all’insegna della cultura popolare e del divertimento, in un paesello sotto la parete a strapiombo del monte Camicia. La nostra manifestazione si colloca, infatti, tra i 20 migliori festival popolari in Europa, una festa musicale che nasce da modalità espressive di matrice contadina e pastorale e che negli anni si è arricchita di originali sonorità provenienti da aree geografiche tra loro lontane. Ad Arsita, dalle 18 del 9 agosto fino al 12 agosto mattina, la piazza è un laboratorio musicale tradizionale in cui miriadi di suonatori, cantori e danzatori sperimentano con la volontà di mescolare e preservare la propria tradizione. Ringrazio i tanti gruppi che hanno scelto di esserci, quanti curano i laboratori, l’Amministrazione Comunale di Arsita, la Fondazione Tercas e tutti coloro che danno un contributo per la riuscita della manifestazione”.

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