Chieti: Deceduto Nicola Di Biase a causa della caduta dall'impalcatura, l'autopsia ha escluso il malore.

CRONACA / CHIETI Venerdì 20 Novembre 2020

Chieti: Deceduto Nicola Di Biase a causa della caduta dall'impalcatura, l'autopsia ha escluso il malore.

Trauma da precipitazione”. Il prof. Cristian D’Ovidio, il consulente tecnico nominato dalla Procura di Vasto per eseguire lautopsia sulla salma di Nicola Di Biase, e che ha proceduto con l’esame nel pomeriggio di ieri, giovedì 19 novembre 2020, dovrà depositare la sua perizia, ma il medico legale ha già accertato l’elemento chiave che era stato richiesto, ossia la causa del decesso: è confermato che il cinquantanovenne operaio di San Salvo (Chieti), rimasto vittima il 13 novembre scorso dell’ennesimo, tragico infortunio sul lavoro, è morto a causa dei gravissimi traumi, soprattutto toracici, riportati in seguito alla caduta dall’impalcatura dove stava operando, da un’altezza, si suppone, di almeno due metri e mezzo. Le operazioni peritali, a cui ha partecipato come consulente di parte anche il dott. Pierpaolo Iungano, medico legale messo a disposizione da Studio3A-Valore S.p.A. che assiste i familiari del lavoratore, hanno definitivamente escluso l’ipotesi del malore: il lavoratore, cioè, non è caduto dopo essersi sentito male, fermo restando che anche in tale evenienza il volo dal ponteggio non sarebbe dovuto succedere.

Il Pubblico Ministero di Vasto, dott. Michele Pecoraro, a cui è affidata l’inchiesta, infatti, anche come atto dovuto per consentire loro di nominare eventuali consulenti tecnici di parte nei vari accertamenti, ha già iscritto nel registro degli indagati cinque persone per il reato ipotizzato di omicidio colposo, con l’aggravante di essere stato commesso con la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro: le indagini dovranno accertare se in quel cantiere di San Salvo fossero rispettate tutte le normative di sicurezza, con particolare riferimento all’impalcatura da cui il cinquantanovenne è precipitato. Un incidente, successo alle 13.30, di cui peraltro non vi sarebbero testimoni. Una volta scattato l’allarme, il lavoratore, ancora cosciente, è stato trasportato in eliambulanza all’ospedale Santo Spirito di Pescara ma è deceduto poche ore dopo in seguito appunto ai gravissimi politraumi “da precipitazione” riportati, tra cui innumerevoli fratture e lesioni agli organi interni fatali.

Gli indagati sono M. N., 41 anni, di San Salvo, titolare dell’omonima impresa edile a cui erano stati affidati gli urgenti lavori di ripristino delle facciate, a causa della caduta di calcinacci dai sottobalconi, del condominio “Napoli”, all’angolo tra via Stingi e via Montegrappa, dove si è consumata la tragedia; N. D., 68 anni, pure lui del luogo, il committente dell’intervento in qualità di rappresentante del condominio; N. V. D. N., 39 anni, di Vasto, legale rappresentante della ditta subappaltatrice Mario Marmi, di cui la vittima era dipendente; l’ing. A. R. L., 66 anni, di San Salvo, in qualità di coordinatore della progettazione e di responsabile della sicurezza del cantiere, e infine una trentaduenne di Liscia, S. B.

Per essere assistiti, fare piena luce sui fatti e ottenere giustizia, la moglie e il figlio di Di Biase, attraverso il consulente legale Mario Masciovecchio, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.

E una volta giunto il nulla osta, giovedì sera, la famiglia ha anche potuto fissare i funerali del proprio caro, che avranno luogo sabato 21 novembre, alle ore 11, all’auditorium Paolo VI della parrocchia di San Nicola in San Salvo, e, compatibilmente con le norme anti-Covid, saranno in tantissimi voler dare l’ultimo saluto all’operaio, che era molto conosciuto e ben voluto nel suo paese, e stringersi attorno alla moglie Isabelle, al figlio Sebastien e ai parenti tutti. La tragica e prematura fine dell’operaio ha scosso tutta la comunità - non si contano i messaggi di cordoglio e di solidarietà ricevuti in questi giorni dalla famiglia, anche da parte delle istituzioni cittadine - e riaperto le polemiche, con gli interventi di condanna dei rappresentanti sindacali, sulla piaga degli incidenti sul lavoro.

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