Delitto di Monia, uccisa dall'inquilino moroso: l'ultima speranza è la...Cassazione

CRONACA / PESCARA Lunedì 01 Febbraio 2021

Delitto di Monia, uccisa dall'inquilino moroso: l'ultima speranza è la...Cassazione

La speranza, l'ultima, si chiama...Cassazione. La speranza della mamma e del papà di Monia Di Domenico, la psicologa pescarese di 45 anni massacrata a sassate e sgozzata con un pezzo di vetro da un inquilino che non voleva pagarle l'affitto. L'udienza in Cassazione è stata fissata per il prossimo 16 aprile, dopo la riduzione della pena da 30 a 17 anni per l'assassino della psicologa pescarese avvenuto a Francavilla al Mare l'11 gennaio 2017. La procura generale ha presentato ricorso contro la decisione della Corte d'assise d'appello dell'Aquila, che ha ridotto da 30 a 17 anni la condanna nei confronti di Giovanni Iacone: la richiesta è quella di ripristinare la pena inflitta in primo grado con il rito abbreviato. Anche l'omicida, difeso dall'avvocato Emanuela De Amicis, ha impugnato la sentenza per chiedere un ulteriore sconto. In base alla ricostruzione dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, quel pomeriggio di quattro anni fa Monia era andata a riscuotere due mesi di affitto nell'appartamento al civico 65 di via Monte Sirente. Ma venne assalita da Iacone, un cuoco disoccupato, all'epoca 49enne, nato a Firenze e di origini abruzzesi.  Nel 2018, già nella sentenza di primo grado, il giudice aveva rimarcato come l'assassino «non abbia mostrato alcun segno di pentimento o di riflessione critica sull'accaduto» dopo quel delitto consumato con «una ferocia inaudita», perché Iacone non si fermò neppure davanti «alle suppliche» di Monia. 

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