Ecco come cambia la sanità in Abruzzo con l'arrivo di due super ospedali

REGIONE ABRUZZO Giovedì 25 Luglio 2019

Ecco come cambia la sanità in Abruzzo con l'arrivo di due super ospedali

Come cambia la sanità abruzzese negli anni 2019-2021 in Abruzzo? La nuova riorganizzazione della rete ospedaliera dell'assessore Nicoletta Verì sta per approdare in consiglio regionale. Ecco come: la rete di Emergenza e Urgenza (Hub e Spoke) è stata riparametrata così: ci saranno sette presidi sede di Dea di primo livello (L'Aquila, Avezzano, Lanciano, Vasto, Teramo), con due presidi, quelli di Chieti e Pescara, in connessione funzionale per specificità di Dea di secondo livello, il cosiddetto super-ospedale. Stesso destino dovrebbe toccare a L'Aquila-Teramo: nella riprogrammazione si fa riferimento alla necessità di completare il lavoro dell'apposita commissione per lo studio di fattibilità entro il 2019. Sei saranno gli ospedali sedi di Pronto Soccorso evidenzia Il Messaggero: Sulmona, Atri, Giulianova, S. Omero, Penne e Popoli.

Due i Pronto Soccorso di area disagiata, ovvero Castel di Sangro e Atessa.

Cambia il sistema del 118: le centrali operative saranno ridotte da 4 a 2 (L'Aquila e aeroporto Pescara), «in modo di garantire l'accesso dei cittadini alla rete dell'emergenza ospedaliera secondo criteri di appropriatezza e tempestività».
Nel documento c'è anche la proposta di sospendere fino al 2021 la riconversione dei presidi ospedalieri ubicati tra comuni del cratere sismico.

La dotazione massima di posti letto prevista è pari a 4.846, di cui 3.929 per acuti e 917 per post-acuti: saranno attivati 155 nuovi posti letto per acuti e 243 per post-acuti. Definita anche la riorganizzazione dei reparti: le cosiddette Unità operative complesse (Uoc) saranno 179 (in riduzione da 219). Per quanto concerne le Unità Operative Semplici (Uos) lo standard di riferimento è 234, con incremento di 26.

I due centri Hub cardiochirurgici sono identificati presso il SS. Annunziata di Chieti e l'ospedale Mazzini di Teramo. Sono individuati due centri Hub neurochirurgici a Pescara e L'Aquila. Sul punto nascita di Sulmona, nonostante presenti un numero di parti/anno inferiore a 500 che imporrebbe la chiusura, la Regione manifesta la volontà di reiterare l'istanza di deroga.

Radiosanit

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