Esposto su galleria Gran Sasso, distacchi su volte ammalorate

ATTUALITA / REGIONE ABRUZZO Venerdì 10 Gennaio 2020

Esposto su galleria Gran Sasso, distacchi su volte ammalorate

 "I rivestimenti di queste gallerie
presentano allo stato odierno calcestruzzi deteriorati di
modesta qualità superficiale a causa della lunga esposizione
agli agenti atmosferici inquinati dai gas di scarico che con
l'umidità si sono condensati sulle pareti come soluzioni acide
ed hanno agito da disgregatori della pasta cementizia
originaria. A questo si è aggiunto il processo di carbonatazione
che nel tempo è penetrato nella massa del calcestruzzo fino a
decine di centimetri alterando le sue originarie caratteristiche
di resistenza ed omogeneità", e anche "in alcuni casi, per il
momento non molto diffusi, la faccia interna del rivestimento si
presenta completamente disgregata e interessata da distacchi di
calcestruzzo in calotta e ai piedritti". E' quanto scrive Strada
dei Parchi in un documento inedito citato nell'esposto che
Franco Massimo Botticchio e Augusto De Sanctis, a nome del Forum
H2O, hanno presentato a 45 enti e 8 procure lo scorso 7 novembre
2019, e che riguarda le gallerie della Autostrada A24/A25 e in
particolare quella del Gran Sasso.

 (2) - Alla luce di ciò la concessionaria
prospettava che "in ragione del grado di ammaloramento
riscontrato si potrà arrivare ad asportare da un minimo di 7 cm
ad un massimo di 40 cm.".
    L'esposto riguarda l'adeguamento alle norme comunitarie del
2004, recepite dal decreto 264/2006 e che doveva essere
raggiunto entro il 30 aprile 2019. Il documento di Strada Parchi
è stato depositato il 15 ottobre 2018. Per la messa in sicurezza
del sistema Gran Sasso il parlamento ha deciso il
commissariamento stanziando 120 mln di euro.
    Nel documento di SdP si legge anche che ''Un ulteriore
fattore di degrado è dipeso dall'assenza
dell'impermeabilizzazione a tergo del rivestimento in
calcestruzzo, che al tempo del progetto e della realizzazione
dell'autostrada A24 e A25 (anni 60-70) non veniva utilizzata
come misura volta a garantire una maggiore durabilità del
rivestimento. E' accaduto quindi che la progressiva diffusione
di fessure da ritiro sul rivestimento, che si sono allargate con
il tempo, fino a risultare passanti l'intero spessore del
rivestimento, come pure l'apertura dei giunti costruttivi,
sempre a causa del ritiro, hanno determinato l'incremento nel
tempo delle infiltrazioni dell'acqua di falda che sono visibili
come diffuse percolazioni riscontrabili sopratutto lungo i
paramenti ma anche in volta delle due gallerie. Questo ha
determinato nei tratti in cui i rivestimenti sono armati un
incremento delle ossidazioni delle armature con conseguente
rigonfiamento e distacco del copriferro. In altri casi si
osservano lesioni longitudinali continue che raggiungono i
giunti fra blocchi di rivestimento. In alcune zone il
calcestruzzo appare quasi privo di pasta cementizia
probabilmente per effetto di un importante circolazione idrica
in calcestruzzi già in origine molto porosi. In alcune zone il
calcestruzzo appare quasi privo di pasta cementizia
probabilmente per effetto di un importante circolazione idrica
in calcestruzzi già in origine molto porosi". (ANSA).

 3 Esposto galleria Gran Sasso, Forum H2O 'acqua a rischio'
Decreto 264/06 prevede sicurezza e ambiente

L'esposto presentato dal Forum H2O
connette la questione ambientale, e in particolare
dell'acquifero del Gran Sasso che alimenta gli acquedotti
dell'Aquila e Teramo, con la questione dell'adeguamento delle
gallerie alla normativa comunitaria che scadeva il 30 aprile
2019 a seguito del decreto 264/2006. "L'adeguamento alla 264
riguarda sia le questioni di sicurezza della viabilità che
quella dell'ambiente", puntualizza l'ecologista Augusto De
Sanctis del Forum H2O.
   Il decreto prevede infatti di "garantire un livello minimo
sufficiente di sicurezza agli utenti della strada nelle gallerie
della rete stradale transeuropea mediante la progettazione e
l'adozione di misure di prevenzione atte alla riduzione di
situazioni critiche che possano mettere in pericolo la vita
umana, l'ambiente e gli impianti della galleria". Appunto per
questo "ad agosto abbiamo fatto accesso agli atti alla
Commissione gallerie del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici
in cui sono emersi documenti a nostro avviso assai preoccupanti
- spiega Augusto De Sanctis - che rivelano come intanto la
Galleria Gran Sasso, che con i suoi 10,5 km è tra le più lunghe
d'Italia, non sia stata adeguata entro le scadenze di legge, e
una scarsa attività in oltre un decennio, tra cui la mancanza di
controlli e ispezioni, da parte degli organi pubblici".
   "D'altro lato la stessa SdP aveva evidenziato la questione
della vulnerabilità ambientale connessa all'adeguamento alla 264
in un'audizione al Senato nel 2016 ma poi dai documenti
presentati successivamente alla Commissione Gallerie non si
evince questa attenzione al contesto ambientale. Alla fine è
arrivato il Commissariamento proposto proprio in coincidenza con
le scadenza fissata dal Decreto ma crediamo debba essere fatta
chiarezza sul perché siamo arrivati a questo punto".

 4 SdP, nessun dubbio su staticità struttura
- "Le gallerie del Gran Sasso sono
state aperte al traffico nel 1983 e nel 1989, sono strutture
recenti, rispetto alla media delle autostrade italiane,
costruite vent'anni prima. Quindi i problemi che si sono
cominciati a manifestare sulla calotta, per via
dell'inquinamento e per la pressione dell'acqua, non sono tali
da mettere in dubbio la staticità della struttura". Lo fa sapere
Strada Parchi in una nota in merito allo stato della Galleria
del Gran Sasso.
   "Come peraltro abbiamo ribadito - viene ricordato - nel corso
dell'audizione sulla sicurezza del Gran Sasso, svoltasi nella
Commissione VII e IX Camera dei Deputati de 29 maggio scorso.
Ricordiamo che negli ultimi dieci anni la struttura ha superato,
senza problemi, tre grandi terremoti e una serie infinita di
scosse di assestamento. Attualmente, sul piano della
circolazione, il traforo del Gran Sasso ha indici di sicurezza
tra i più alti rispetto a strutture simili, per via delle misure
adottate, che prevedono la corsia per gli interventi
d'emergenza, la riduzione della velocità e il distanziamento tra
i veicoli. In questo senso la Concessionaria si è avvalsa del
contributo degli esperti del Politecnico di Milano per
verificare i possibili scenari di rischio".
    "Come Concessionari abbiamo predisposto - viene sottolineato
- le progettazioni per il completo adeguamento degli impianti
alle nuove norme Europee. I progetti hanno ottenuto da tempo il
via libera della Commissione permanente Gallerie, con alcune
osservazioni che hanno portato all'integrazione dei progetti.
Abbiamo da tempo inviato al Ministro Infrastrutture e Trasporti
gli elaborati per avere il via libera all'avvio dei lavori. Il
Consiglio Superiore Lavori Pubblici ha indicato al Ministero la
via di realizzare contestualmente sia i lavori di miglioramento
della struttura sia quelli di adeguamento degli impianti. Il
tutto in attesa di definire con il Commissario di Governo tutti
gli interventi che si renderanno necessari per la messa in
sicurezza dai rischi di inquinamento dell'acquifero. Appena
avremo il via libera procederemo", conclude la nota.

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