Il Caso di Giulia precipitata dal viadotto. Il legale torna a chiedere la riapertura delle indagini

TERAMO Sabato 21 Settembre 2019

Il Caso di Giulia precipitata dal viadotto. Il legale torna a chiedere la riapertura delle indagini

Dopo due richieste di archiviazione, tra forti polemiche, il caso di Giulia Di Sabatino, precipitata da un viadotto della A14 nel settembre del 2015, torna a far discutere. Il legale della famiglia della 19 enne, è pronto a depositare in procura la richiesta di riapertura delle indagini. L'avvocato Antonio Di Gaspare, dando seguito alla convizione dei genitori di Giulia, che la figlia sia stata istigata al suicidio, chiede che vengano chiariti ancora dei punti ritenuti oscuri. La prima richiesta di archiviazione del fascicolo, che vedeva tre persone indagate per istigazione al suicidio, era stata presentata dalla Procura a marzo 2017, dopo 18 mesi di indagine, ed era stata respinta dal gip Domenico Canosa che accogliendo la richiesta della famiglia di Giulia aveva disposto nuove indagini. Indagini al termine delle quali i pm Davide Rosati ed Enrica Medori avevano presentato una seconda richiesta di archiviazione che ad agosto è stata accolta dal gip. Il provvedimento scatenò sui social pesanti critiche verso la magistratura e l'Associazione Nazionale Magistrati intervenne sulla vicenda dichiarando: "Pur nell'umana comprensione del dolore per la tragica fine della giovanissima Giulia Di Sabatino e nella convinzione che le critiche ai provvedimenti giudiziari siano sempre legittime si disapprovano e si deplorano le congerie di illazioni e accuse riversate sulla rete telematica che colpiscono le persone dei magistrati in servizio presso la procura della repubblica di Teramo, ai quali si addebitano imprecisate incapacità e finanche collusioni». Ieri, intanto, è slittata l'apertura del processo che vede imputato un trentenne per pedopornografia dopo il ritrovamento di alcune foto osé di Giulia sul suo telefono all'epoca in cui la ragazza non aveva ancora compiuto 18 anni (il nome dell'uomo è tra i tre indagati nell'altro fascicolo per istigazione al suicidio). Il presidente del collegio Canosa si è dichiarato incompatibile visto che è lo stesso magistrato che, nella sua veste di gip, ha accolto la richiesta di archiviazione per l'inchiesta teramana. (fonte Il Centro)

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