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TERAMO Lunedì 11 Marzo 2019

Il Comune di Teramo impugna le nomine del Cda del Ruzzo


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La Giunta municipale, con una propria delibera, ha espresso la volontà di impugnare il verbale di seduta dell'assemblea ordinaria della Ruzzo reti s.p.a. nella quale veniva nominato il nuovo CDA dell’azienda. La decisione prende le mosse da quanto avvenuto a seguito dell’Assemblea Ordinaria dello scorso 1° dicembre, che prese atto delle dimissioni di tutti i membri del Consiglio di amministrazione e nel contempo procedette alla nomina del nuovo CdA.
A tale seduta partecipò anche il Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, il quale con un intervento concernente proprio le dimissioni dei membri del CdA, rilevava che, poiché le suddette dimissioni erano state rassegnate direttamente in quell’Assemblea, occorreva ai sensi dello Statuto sociale rinviare la nomina della nuova governance societaria, anche in ossequio alla disciplina delle società partecipate che prevede la figura dell’amministratore unico; quindi, rilevava ancora il Sindaco, non si poteva procedere alla riproposizione del modello gestionale a mezzo CdA, in quanto tale scelta avrebbe dovuto avere la necessità di motivazione in ordine alla sussistenza di specifiche esigenze organizzative. Tuttavia, l’Assemblea respingeva tale proposta e così il Sindaco, quale socio dissenziente, abbandonava la seduta, unitamente ai rappresentanti degli altri Comuni dissenzienti.
Il Sindaco D’Alberto era stato chiaro sin da subito rilevando che le dimissioni del Consiglio di Amministrazione della Ruzzo Reti aprivano nuovi scenari, in relazione alla governance dell’azienda, nei confronti dei quali soci e sindaci avrebbero dovuto riservare la massima attenzione. La situazione, infatti, rendeva necessario individuare atteggiamenti e risposte forieri di un radicale intervento sullo stato delle cose, assicurando continuità nel processo di riqualificazione dell’azienda e al contempo rottura con metodi di gestione che evidentemente troppo spesso in passato avevano manifestato la loro inadeguatezza. Nel giudizio del Sindaco di Teramo, la Ruzzo Reti è stata per lungo tempo luogo di interessi che hanno influenzato la gestione della società, spesso contrapposti ad una visione alta della vocazione legata al bene primario e valoriale dell’acqua, ponendo in secondo piano le finalità generali e pubbliche dell’ente.
Per D’Alberto – tra l’altro sostenuto nel medesimo giudizio dall’intera maggioranza consiliare – era necessario individuare e privilegiare una gestione efficace, efficiente e credibile, basata su chiarezza e trasparenza, e a tal proposito aveva avanzato la proposta di  un avviso pubblico selettivo per garantire appunto trasparenza e imparzialità nel reperire la migliore competenza. Insomma, si rendeva necessario, proprio in quella situazione, dare un segnale di cambiamento e conferire autonomia di scelta e di gestione ad una nuova governance, affidata a figure caratterizzate da competenza, indipendenza, capacità. 
Il Sindaco D’Alberto così spiega la decisione della Giunta municipale. “Non si tratta di un atto contro qualcuno, non è un giudizio sulle persone. Dal nostro punto di vista, la nomina del nuovo CdA della Ruzzo non risponde a due criteri: il primo connesso alle disposizioni dello Statuto, il secondo di autentica natura politica, non rinviabile o procrastinabile. E’ necessaria una nuova e innovativa direzione, capace di invertire la rotta e assicurare una gestione positiva di una delle aziende più importanti del territorio, che ha il compito di tutelare e garantire un bene primario per i cittadini, quale è appunto l’acqua. Perché ciò accada, bisogna favorire l’inserimento di nuovi sistemi gestionali e nuove figure professionali. La decisione di impugnare il verbale della seduta è in linea con quanto da noi sostenuto e affermato nel messaggio che la nostra elezione ha incarnato: non scendere a compromessi con accordi che sanno molto di “politichese” e poco di una reale volontà di affrontare le problematiche e le sfide di un ente fondamentale come è il Ruzzo. Assumiamo questa scelta perché il nostro unico obiettivo è di tornare a fare di tale azienda non solo una società attiva ed efficace ma anche una impresa che risponda alle importanti e ineludibili attese dei cittadini. Auspico che gli altri sindaci che hanno manifestato il proprio dissenso, possano intraprendere analoga iniziativa, mai con intenzioni penalizzanti le persone ma sempre e solo per spirito costruttivo”.



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