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Il consiglio regionale approva l'equo compenso, il garante per l'infanzia e da' meno soldi alle Province Radiosanit

REGIONE ABRUZZO Martedì 18 Giugno 2019

Il consiglio regionale approva l'equo compenso, il garante per l'infanzia e da' meno soldi alle Province

Il Consiglio regionale, nella seduta odierna, ha approvato all’unanimità la norma sull’equo compenso sulle disposizioni in materia di tutela delle prestazioni professionali. Approvata anche la proposta di legge sul garante dei diritti dell’infanzia. L'Abruzzo era l'unica regione italiana a non avere questa figura. 

Quello sull'equo compenso è un testo che nasce dalla fusione di due distinti provvedimenti legislativi, il primo a firma del presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri (Fi), e del consigliere regionale della Lega Emiliano Di Matteo, e l’altro a firma dei consiglieri del M5S Pietro Smargiassi e Sara Marcozzi. 

EQUO COMPENSO

Soddisfazione è stata espressa per l'approvazione della norma sull'equo compenso da Sospiri

“La proposta – spiega - vuole in sostanza aiutare i liberi professionisti ad incassare quanto dovuto per le loro prestazioni professionali ed impedire il ricorso a metodi di pagamento irregolari. Contestualmente la norma si prefigge di ridurre l’evasione fiscale imponendo la presentazione della fattura agli uffici della pubblica amministrazione. All’atto del rilascio dell’atto autorizzativo o della ricezione di istanze ad intervento diretto, la pubblica amministrazione deve acquisire la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà del professionista o dei professionisti sottoscrittori degli elaborati progettuali che attestano il pagamento delle spese da parte del committente – continua Sospiri, primo firmatario del provvedimento -. E’ inoltre una norma che si prefigge di ridurre l’evasione fiscale imponendo la presentazione della fattura agli uffici della pubblica, infatti all’atto del rilascio dell’atto autorizzativo amministrazione – aggiunge Sospiri –  o della ricezione di istanze ad intervento diretto, la pubblica amministrazione deve acquisire la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà del professionista o dei professionisti sottoscrittori degli elaborati progettuali che attestano il pagamento delle spese da parte del committente”. 

Il presidente del Consiglio regionale sottolinea anche che “abbiamo migliorato le norme già approvate in altre realtà regionali introducendo anche la previsione dell’equo compenso per i professionisti. E lo abbiamo fatto ascoltando sia i rappresentanti dei professionisti che il Cal (Consiglio autonomie locali). Voglio ringraziare il presidente e collega Di Matteo per aver garantito un buon lavoro di sintesi in Commissione e i colleghi Smargiassi e Marcozzi che con la loro iniziativa consiliare hanno consentito di migliorare e arricchire il testo. Da oggi nella regione Abruzzo il lavoro dei professionisti è più tutelato e aiutiamo una categoria che ha sofferto la crisi economica a vedersi riconosciuto il diritto di essere retribuiti equamente per la propria professionalità", conclude. 

GARANTE DELL'INFANZIA

Il consiglio regionale, nella seduta odierna, ha approvato all’unanimità dall’Assemblea il progetto di legge che modifica la precedente normativa sul garante dell’infanzia regionale. Il documento è stato firmato dai consiglieri Lorenzo Sospiri (Fi), Domenico Pettinari, Sara Marcozzi e Francesco Taglieri (M5S), Sabrina Bocchino e Manuele Marcovecchio (Lega), Roberto Santangelo (Azione Politica), Dino Pepe (Pd): le modifiche sono volte a superare alcune imprecisioni e refusi contenuti nella legge medesima che ne impedivano l’attuazione.

In particolare il progetto di legge va a modificare in primo luogo l’articolo 6 (Nomina, requisiti ed incompatibilità) della Legge regionale numero 24/2018 introducendo i requisiti, prima non previsti, che bisogna possedere per poter rivestire la funzione di Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza.

Nello specifico si prevede che il Garante sia scelto tra persone in possesso di laurea in discipline giuridiche o umanistiche, competenza giuridico - amministrativa in materie concernenti i diritti dei minori, le problematiche dell'età evolutiva e la famiglia, esperienza, almeno quinquennale, nel campo del sostegno all'infanzia, della prevenzione del disagio e dell'intervento sulla devianza minorile. Inoltre, il progetto di legge va ad eliminare l’incompatibilità della carica di Garante con l’esercizio di qualsiasi attività di lavoro autonomo e di qualsiasi commercio o professione e prevede, nel caso di conferimento della carica di Garante a dipendenti della pubblica amministrazione, il collocamento in aspettativa senza assegni e il diritto al mantenimento del posto di lavoro. Il progetto di legge apporta anche una modifica all’articolo 9 (Indennità) della Legge regionale numero 24/2018 volta a stabilire che al Garante è attribuita un'indennità di funzione mensile pari al 50 per cento dell'indennità di carica mensile lorda spettante ai Consiglieri regionali. 

Ad esprimere soddisfazione per l'istituzione del garante dell'infanzia Antonio Blasioli del Partito democratico.

“Si tratta di una figura fondamentale per la tutela e la promozione dei diritti delle persone di minore età, finalmente arriverà anche nel nostro Abruzzo. Figura che, ricordo, ha radici lontane. Nel 1991 a New York fu sottoscritta da 195 Paesi, fra cui l’Italia, una convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che rappresentò un grande traguardo per la tutela e la promozione dei diritti delle persone di minore età, il primo testo che proclama insieme i diritti civili e politici con quelli economici, sociali e culturali e che riconosce esplicitamente i bambini e gli adolescenti come titolari attivi dei propri diritti. Per assicurare a livello nazionale la piena attuazione e la tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti secondo le disposizioni della Convenzione, la legge n. 112 del 12 luglio 2011 ha istituito l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, che ha il compito, appunto, di promuovere l’attuazione della Convenzione di New York".

"In realtà c’è una legge già approvata a luglio 2018 dalla nostra precedente amministrazione - spiega ancora Blasioli -, solo che oggi rimediamo a due suoi vulnus: i requisiti dei candidati, non venivano specificati nella precedente legge, e il compenso, decisamente basso per la delicatezza del ruolo. La commissione ha lavorato bene e in sinergia e sono molto soddisfatto, anche se non del tutto convinto nella preclusione al bando agli ultra 65enni, seppur già prevista nella precedente legge. Per la  formazione e l’esperienza che occorrono per rivestire questo incarico, credo che questa esclusione fosse evitabile".

"Sta di fatto che presto sarà pubblicato il bando per individuare questa figura, ma noi dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione. Ci sono tanti altri problemi da affrontare,  come dichiarato dal garante dell’infanzia nazionale. I settori di criticità sono ancora tanti, fra cui temi attualissimi come il bullismo e il cyber bullismo, le difficoltà dei figli di genitori separati, la povertà che tocca ancora oltre un milione di adolescenti, i bambini in affido, l’istituzione di asili nido gratuiti per i bambini da zero a sei anni e, infine, un tema a me molto caro che affronteremo nei prossimi giorni, ovvero l’aiuto di cui necessitano i ragazzi con problemi mentali”, conclude Blasioli. 

SOLDI ALLE PROVINCE

“La maggioranza di Destra boccia un emendamento che mirava ad elevare a 900 mila euro (dai 500 mila stanziati) le somme destinate alle province abruzzesi in merito per lo sfalcio dell’erba tenendo conto della diversità e dell’estensione chilometrica delle strade presenti” è quanto dichiara il capogruppo del Pd Silvio Paolucci.” “Invece – continua Paolucci – con sole 500 mila euro divise per le quattro province, si otterrà un intervento iniquo e che penalizza le province che hanno maggiori problemi nella gestione della problematica dello sfalcio dell’erba. Tra l’altro il mio emendamento rimandava alla Giunta regionale la ripartizione dei 500 mila euro tramite un successivo provvedimento. Il non aver accettato questa logica vuol dire una sola cosa: la maggioranza in Consiglio regionale non si fida della Giunta regionale. Era una norma di buon senso – conclude Paolucci - invece è stata bocciata proprio dai sedicenti paladini del buon senso. Queste risorse infine sono il frutto di una programmazione sana del bilancio regionale ottenute grazie all’azione di risanamento portata avanti dal centrosinistra che ha trasferito alle province nel corso di questi anni numerosi finanziamenti.”

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