Il San Liberatore si candida a ospedale periferico di Teramo. La proposta del sindaco Ferretti

ATTUALITA / TERAMO Venerdì 16 Ottobre 2020

Il San Liberatore si candida a ospedale periferico di Teramo. La proposta del sindaco Ferretti


ATRI. “Mercoledì scorso, nella ASL di Teramo, si è discusso, tra l'altro, di individuare 

quale presidio Covid, oltre quello di Teramo, anche un ospedale periferico. Ciò a seguito della 

pandemia in corso che richiede ulteriori posti letto, essendo quelli di Teramo ormai in dirittura 

di arrivo. All'incontro, questa volta, sono stati invitati tutti i sindaci del comitato ristretto. La 

scelta non può ricadere nuovamente su Atri e sarebbe auspicabile una rotazione che altrimenti 

difficilmente popolazione, utenti e operatori del presidio capirebbero alla luce del fatto che una 

vasta zona geografica, che va dalla montagna al mare, resterebbe priva dei servizi sanitari per 

la seconda volta in pochi mesi. Ciò senza contare che il presidio di Atri è quello che offre il 

maggior numero di prestazioni specialistiche e ambulatoriali, dopo quello del capoluogo ”. Così il 

Sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti, interviene nel merito della problematica legata alla 

necessità di individuare strutture idonee per affrontare l'emergenza da Covid-19 in risposta 

alle affermazioni del consigliere Paolo Basilico. “Quello di Atri - prosegue Ferretti - è il presidio ospedaliero, tra quelli periferici, che, a 

prescindere dall'emergenza, è in grado di offrire le maggiori risposte alle altre patologie la cui 

cura è stata per tanto tempo bloccata con l'ovvia conseguenza che una sua trasformazione in 

presidio Covid provocherebbe un ulteriore ampliamento delle liste di attesa rispetto alla scelta di 

un altro presidio. Non ci resta che attendere l'esito dell'odierna riunione dell'unità di crisi in cui 

si dovrebbe decidere il presidio da destinare a un ospedale Covid, consapevoli che ciascuno dei tre 

presidi della provincia ha le giuste professionalità per rispondere all'emergenza sanitaria in 

corso e sperando che sia la più rispettosa per l'intera collettività della nostra provincia, 

ugualmente dignitosa per gli operatori sanitari, la più congeniale per rispondere alle esigenze 

degli utenti colpiti dal Covid o da altre patologie e, soprattutto, tecnica piuttosto che politica. Va 

inoltre detto che è paradossale che dopo aver speso svariati milioni di euro per adeguare gli 

ospedali pandemici della regione, oggi si debba ricorrere a quelli periferici che non hanno le 

caratteristiche richieste per un presidio pandemico ”.

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