Inchiesta Val Vibrata: fondi neri al terrorismo islamico. Tutti scarcerati

REGIONE ABRUZZO Martedì 24 Settembre 2019

Inchiesta Val Vibrata: fondi neri al terrorismo islamico. Tutti scarcerati

 A due settimane dall'incarcerazione, le dieci persone arrestate, tra cui anche l'Imam di Martinsicuro Atef Ardubi, nell'ambito della maxi inchiesta della Procura distrettuale antimafia dell'Aquila per fondi neri al terrorismo sono tornate in libertà, secondo quanto riportato nell'articolo del quotidiano il Centro. 

L'indagine aveva portato in totale al controllo di 55 persone e all'iscrizione di 17 soggetti nel registro degli indagati, oltre agli arresti e per tutti è stato disposto il divieto di riprendere l'attività imprenditoriale.

L’ipotesi del finanziamento al terrorismo è emersa nel momento in cui sono state individuate considerevoli quantità di denaro, frutto di attività di raccolta anche all’interno delle moschee, presumibilmente destinate al finanziamento di attività dell’organizzazione radicale islamica “Al-Nusra”. Nel corso di tutta l’attività d’indagine sono stati documentati continui trasferimenti di denaro da parte degli indagati nei confronti di Imam dimoranti in Italia, uno dei quali già condannato in via definitiva per associazione con finalità di terrorismo internazionale.

La realizzazione del sistema fraudolento è stata possibile anche grazie al rilevante contributo di una commercialista torinese che ha artatamente predisposto la contabilità per “mascherare” gli illeciti tributari, tra i quali l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (molte delle quali “autoprodotte”) per oltre 2 milioni di euro.

Sequestrati anche denaro ed immobili per oltre un milione di euro.

Ora bisognerà attendere le motivazioni del provvedimento per capire il perché della decisione dei giudici del Riesame. 

In carcere erano finiti due tunisini: Jameleddine B. Brahim Kharroubi, di 57 anni, residente a Torino e Atef Argoubi, 40enne residente a Castorano (Ascoli Piceno).

Otto, invece, le persone poste agli arresti domiciliari: il 41enne Sabeur Ben Kalifa Jebril e il 40enne Sofiene Ben Khalifa Jebril, entrambi nati in Tunisia ma residenti a Torino, i connazionali 36enni Sahbi Kharroubi e Akram Ben Mohamed Kharroubi, e la 29enne Wissal Doss, tutti residenti ad Alba Adriatica (Teramo), la 52enne Nicoletta Piombino, nata a Corato (Bari) ma residente a Torino, la 43enne Cristina Roina e il 26enne Omar Kharroubi, nati e residenti a Torino.

Jameleddine Brahim Kharroubi, il 57enne imprenditore tunisino residente a Torino, ma domiciliato ad Alba Adriatica, considerato una delle figure chiave dell'inchiesta resterà ai domiciliari. A tornare in libertà anche l'ex imam di Martinsicuro (Teramo), Atef Ardubi. 

In particolare, tramite alcune società operanti nel settore della rifinitura edilizia e nel commercio di tappeti, formalmente intestate a “prestanome” ma di fatto gestite da un unico soggetto, capo indiscusso del gruppo, sono stati creati numerosi artifizi contabili per distrarre ingenti somme di denaro dalle società.

Gli indagati, attraverso comportamenti ripetuti nel tempo, destinavano le illecite disponibilità finanziarie a varie finalità (acquisto immobili in Italia, creazione fondi neri e reinvestimento in attività d’impresa).



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