La FIASO scrive al ministro della Salute, Speranza

/ NAZIONALE Lunedì 06 Aprile 2020

La FIASO scrive al ministro della Salute, Speranza

Signor Ministro, faccio seguito alla mia del 31 di marzo per trasferirle la grande preoccupazione che attanaglia i soci della Federazione e che rischia di ingenerare una sensazione di abbandono delle sorti delle Aziende e delle loro direzioni da parte dei vertici del SSN. Il dibattito sviluppatosi in questi giorni vede delinearsi sempre più chiaramente una situazione di ostilità nei confronti delle Aziende sanitarie, che nei media viene alimentato da prese di posizione continue da parte di organizzazioni sindacali o di autorevoli opinion makers del mondo giudiziario. Anche all’interno delle forze politiche di maggioranza si è sviluppato un dibattito che consideriamo distorto, che mette in contrapposizione la situazione degli operatori sanitari con quella degli amministratori. 

Questa contrapposizione è ingannevole, artefatta e pericolosa, perché introduce un vulnus nel clima di coesione sociale che molto lucidamente ha perseguito sin dall’inizio di questa emergenza. Siamo una parte sana dello Stato, che ha dimostrato con abnegazione, professionalità e amore per il servizio pubblico, pur tra le mille difficoltà delle crisi finanziarie degli ultimi anni, di tenere e rispondere con soluzioni innovative che hanno fortemente contribuito a rendere il SSN uno dei migliori sistemi al mondo, come lei ha spesso, e giustamente, voluto rimarcare. Vorrei che fosse chiaro che in questa lotta contro il virus i manager della sanità pubblica sono in prima linea a combattere, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, esattamente come il personale sanitario, epperò sono vissuti nella sensibilità comune come un corpo separato, quasi alla ricerca di impunità. 

Chi sta prendendo decisioni, che devono essere repentine in una situazione di stato di necessità e di forza maggiore, sta assumendo in prima persona responsabilità impensabili, cercando di fare il meglio in condizioni di precarietà del contesto che ritengo superfluo stigmatizzarle. Eppure, saremo noi da subito a dover rispondere alle innumerevoli denunce che già si palesano oggi ma che, senza provvedimenti che ci tutelino, ci metteranno in ginocchio, e con noi l’intero sistema a partire dai prossimi mesi. Che il pericolo sia grave e potenzialmente esplosivo lo dimostra anche la sempre più frequente diffusione sui media, da parte di professionisti senza scrupoli, di iniziative per sostenere la proliferazione delle denunce nei confronti delle Aziende e dei loro professionisti, tanto che l’Ordine degli Avvocati è stato costretto ad assumere provvedimenti di diffida verso comportamenti non etici, ma accattivanti, di alcuni dei suoi iscritti, che già si stanno diffondendo. 

Alcune iniziative parlamentari ci avevano fatto sperare che fosse chiaro al legislatore che la tutela del nostro operato è indispensabile per metterci in condizioni di lavorare con serenità, in un clima costruttivo, pur nella emergenza. Serpeggia, invece, in queste ultime ore la sensazione che non vi sia sufficiente consapevolezza di cosa e quanto sta facendo il management pubblico, che esso non sia considerato così importante e che si possa scaricare sulle nostre spalle l’insopportabile fardello di una sterile contrapposizione fra professionisti e Aziende. Se questa sensazione dovesse trasformarsi in certezza, lo stress e la tensione che hanno tenuto saldo il management in questa situazione si trasformerebbero in sgomento e in desiderio di abbandono della sfida, non essendo per noi comprensibile come si possa sacrificare una squadra che ogni giorno dà prova di coraggio, competenza, determinazione e responsabilità non intervenendo per fermare un dibattito che ci permettiamo di definire pernicioso. 

Ci appelliamo a lei, quindi, perché dal Governo arrivi in tempi stretti un segnale chiaro che ristabilisca il necessario clima di fiducia.

Ringraziandola per il lavoro che sta svolgendo, colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti

Francesco Ripa di Meana 


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