TERAMO Venerdì 19 Luglio 2019

Mariani contesta aumenti e programmazione del cda del Ruzzo e chiede trasparenza

Mariani contesta aumenti e programmazione del cda del Ruzzo e chiede trasparenza



“Giù le mani dall'acqua: la gestione deve essere più efficiente, più sicura e non ricadere sempre sulle tasche dei cittadini”


Sulla querelle riguardante il Ruzzo, dopo l’approvazione del bilancio e delle linee guida del piano industriale 2019-2021, è intervenuto il Consigliere Regionale di "Abruzzo in Comune" Sandro Mariani con una dichiarazione dal tenore perentorio “Sulla gestione dell’acqua pubblica, oltre i proclami, serve un’operazione trasparenza: l’approssimazione non è più sostenibile”.


Nonostante l’approvazione in Assemblea dei soci dei documenti proposti, al netto dei proclami trionfalistici del CdA, tante nubi si sono addensate sulla programmazione industriale della società acquedottistica.


“Sorvolando sull'efficacia di un piano industriale approvato quando è già trascorso più di 1/6 del suo periodo di teorica applicazione, non capisco come si possa far finta di nulla davanti a quanto espresso in merito dall’ERSI (Ente Regionale per il Servizio Idrico), l’organismo pubblico deputato al controllo delle società che si occupano del servizio idrico regionale” ha dichiarato Mariani “oltre al fatto che, all'evidenza dei numeri del bilancio approvato, la situazione dei debiti e dei crediti, dei costi di personale e di altri costi di gestione non è migliorata rispetto al passato”.


“Non è possibile continuare a garantire la sostenibilità aziendale lavorando sempre sull'aumento delle tariffe senza tenere veramente sotto controllo i costi” ha continuato Mariani “perché se è vero che le tariffe sono definite dall’Autorità compente, come afferma il CdA, è altresì corretto dire che le stesse sono definite sulla base di un Piano Economico Finanziario predisposto dalla società che gestisce il servizio: quella delle tariffe, insomma, è una partita che si gioca prima di tutto lavorando sull'efficienza dell’azienda”.


“Leggendo il parere dell’ERSI sul cosiddetto Piano Industriale, inoltre, c’è da preoccuparsi: si parla di “trend in continua crescita dei costi di personale”, di nuove assunzioni ma solo compatibilmente con la situazione economica della società, si evidenzia la necessità di riequilibrare i numeri degli operai rispetto agli amministrativi, di difficoltà enormi nella riscossione dei crediti con tempi lunghissimi e per importi complessivi che ormai superano quasi il fatturato annuo della società etc etc." Mariani pone anche l'accento sulla programmazione futura, in particolare sulla mole corposa di investimenti "E' preoccupante anche la situazione relativa agli investimenti strategici, tra i quali diversi necessari per garantire una maggiore sicurezza delle nostre acque: per tutti questi obiettivi l’ente di controllo scrive testualmente “…si nota la carenza di indicatori di misurazione per poter monitorare nel triennio l’andamento dell’attuazione del Piano, la sua correzione e messa a punto”! Non vedo come questa situazione possa essere il preludio ad un nuovo corso aziendale” chiosa Sandro Mariani.

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