Montorio al Vomano. Omicidio stradale, a processo il 33enne teramano che uccise Concettina Di Francesco

CRONACA / TERAMO Giovedì 10 Dicembre 2020

Montorio al Vomano. Omicidio stradale, a processo il 33enne teramano che uccise Concettina Di Francesco

E' stato rinviato a giudizio per omicidio stradale il 33enne teramano che il 3 novembre 2019 provocò il tragico incidente nel quale ha perso la vita un’anziana di Montorio al Vomano, Concettina Di Francesco, 87 anni, ed è rimasto gravemente ferito un suo nipote. La procura di Teramo ha chiesto e ottenuto il processo, tramite rito abbreviato non condizionato (come richiesto dall'imputato) e il giudice Lorenzo Prudenzano ha quindi fissato per il 6 maggio 2021, alle ore 10.30, innanzi il Tribunale ordinario di Teramo, la relativa udienza. La figlia della vittima Tiziana e i suoi tre figli, che erano legatissimi alla mamma e alla nonna (abitavano nello stesso edificio), per essere assistiti, tramite il consulente legale Mario Masciovecchio, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, e confidano in una risposta forte da parte della Giustizia data la gravità della condotta dell’automobilista. Non a caso è stata accolta la costituzione di parte civile dell’Associazione Familiari Vittime della Strada. Come ricostruito dai carabinieri della locale stazione, intervenuti per i rilievi, alle 19 P. M., oggi 36 anni, di Montorio, procedeva per la sua strada sulla Statale 80 verso Montorio con una Lancia Musa a bordo della quale trasportava, sul sedile del passeggero anteriore, la nonna, quando, all’altezza del km 62+300, nel comune di Montorio, si è trovato di fronte la Nissan Qashqai dell’imputato che, viaggiando nella direzione contraria, verso Teramo, ha improvvisamente invaso la corsia opposta: impossibile evitare il tremendo impatto frontale-laterale tra i due mezzi. Ad avere la peggio la signora Concettina che ha riportato gravi politraumi ed è deceduta due ore dopo l’arrivo, in condizioni disperate, al Pronto Soccorso dell’ospedale di Teramo: se l’è per fortuna cavata invece il nipote, che però ha riportato svariate fratture, facciali e al femore (per una prognosi di oltre trenta giorni), di cui ancora oggi lamenta gravi postumi, mentre Di Giacinto è uscito pressoché illeso.

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