TERAMO Venerdì 27 Settembre 2019

Nuovo Ospedale / La consigliera Di Timoteo: resti nella sua sede storica di Villa Mosca

Nuovo Ospedale / La consigliera Di Timoteo: resti nella sua sede storica di Villa Mosca

La realizzazione del nuovo Ospedale negli ultimi tempi è stata un argomento discusso e dibattuto. Diverse sono le proposte emerse circa la sua localizzazione, da Piano D’Accio a Villa Tordinia ed altre ipotesi ancora. Personalmente ritengo invece che la scelta del luogo debba essere correlata al futuro della nostra città. Teramo negli anni ‘80 e ‘90 è stata infatti depredata,a causa di scelte politiche scellerate,una per tutte l’ubicazione dell’Università che ragionevolmente avrebbe potuto essere realizzata nell’area dell’exVilleroy. Ed é facile immaginare con quali e quanti vantaggi per il quartiere Gammarana ma anche per lo stesso centro storico, tanto che oggi il recupero dell’ex Ospedale psichiatrico avrebbe potuto assumere un ulteriore valore aggiunto.  A forza di errori della pochezza politica,Teramo è diventata così sempre meno Capoluogo tanto che, in pochi anni, ha perso i migliori presidi territoriali ad iniziare dalla Caserma degli Alpini per continuare poi con la Telecom, la Banca D’Italia, presto anche gli uffici Enel e confidiamo di non dover perdere anche la Camera di Commercio. Per queste considerazioni oggettive, e ripensando anche alla proposta di delibera programmatica e di indirizzo del Consiglio comunale nel 2017 nel quale ero presente dove si ribadiva :" la volontà e l'opportunità di realizzare un Ospedale di grandi dimensioni ubicato nella città di Teramo" e nella quale si proponevano anche diverse aree fuori dal contesto urbano senza però nessuna alcuna decisione definitiva , ritengo ad oggi insieme ad altri, che già si sono espressi, che il nuovo Ospedale non debba essere delocalizzato ma resti nella sua sede storica di Villa Mosca. Auspico quindi che si avvii una seria ed organica valutazione di fattibilità sull’esistente con interventi mirati alla sicurezza e all’efficienza delle funzioni che è chiamato a svolgere. Non impoveriamo ulteriormente la nostra Città, non consumiamo altro territorio, non lasciamo altre cattedrali perse nel deserto perché ne contiamo già tante, basta guardarsi intorno per rendersi conto, e quantizzare, lo sperpero di soldi pubblici che c’è stato. Per finire mi chiedo, e chiedo a chi di dovere,quale sarà il futuro del Mazzini? Quale la sua destinazione?Ed infine chiedo al Primo cittadino, Gianguido D’Alberto, di prendere immediatamente una posizione chiara e decisa a riguardo perché é una di quelle questioni a cui non si può applicare la “Teoria del rimando”.

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