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TERAMO Venerdì 03 Maggio 2019

Pista ciclabile lungo la costa i sindaci firmano l'accordo


Da Trieste a Santa Maria di Leuca, il lembo più a sud della Puglia, passando naturalmente dall'Abruzzo che almeno per quel che riguarda la Ciclovia Adriatica è già un modello da esportare: circa 85 chilometri sui 131 del tracciato regionale già realizzati, con qualche criticità ancora da affrontare per dare corpo a un progetto nazionale che non esaurisce qui le sue ambizioni. Ieri, incontrando i 19 sindaci dei Comuni abruzzesi coinvolti nel programma della Ciclovia Adriatica, l'assessore regionale al Turismo, Mauro Febbo, si è spinto oltre: «Se la Regione Abruzzo riuscirà a portare il progetto all'interno di Eurovalo (la rete di ciclovie europee mappata e finanziata dalla Ue) la ciclovia potrebbe essere collegata a un grande percorso già esistente, dal Baltico all'Adriatico. O, addirittura - ha spiegato ancora Febbo, - proporre un nuovo percorso circumciclabile adriatico-ionico che parte dall'Italia e attraversa la Slovenia, la Croazia, l'Albania e la Grecia, sfruttando l'intermodalità bici-nave».
Il primo passo è però quello di completare il progetto nazionale che gode già di un finanziamento complessivo di 19milioni di euro. L'incontro di ieri con i sindaci è stato propedeutico a quello che nei prossimi giorni si terrà al Ministero delle Intrastrutture e dei Trasporti con le sette regioni interessate: Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Marche (capofila), Abruzzo, Molise e Puglia, per la firma del protocollo d'intesa. Sul territorio regionale (il tratto che si estende da Martinsicuro e San Salvo) ci sono ancora delle criticità da superare che riguardano ad esempio l'abbattimento di alcune barriere architettoniche, a cui è interessata anche Rete ferroviaria italiana, e l'attraversamento di aree naturalistiche protette.


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Lunedì 17 Giugno 2019

A Giulianova...qualcosa si muove


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