Riapertura scuole, Cgil: "Basta caos"

POLITICA / TERAMO Lunedì 11 Gennaio 2021

Riapertura scuole, Cgil:

"Mentre prosegue il caos istituzionale e organizzativo sulla riapertura delle attività didattiche nelle scuole, aggravato dai venti di crisi del governo in carica, ci chiediamo: chi pensa agli studenti e alle studentesse?  La Costituzione all'articolo 34 recita:" La scuola è aperta a tutti......" Molti politici lo hanno dimenticato. Oppure lo declinano secondo un ordine di priorità che non tiene conto di un principio fondamentale: l'eguaglianza sostanziale tra i cittadini, stabilita dall'art. 3 della Costituzione, si realizza modulando le opportunità  e gli interventi in base alle condizioni materiali!". Lo scrive in una nota la Cgil Teramo. "Oggi assistiamo alla certificazione delle diseguaglianze. Intanto si continua con il balletto delle chiusure e della didattica a distanza. In questo modo si aumenta il divario sociale, si lede il principio della parità delle condizioni di partenza, aumenta la dispersione scolastica, si abbandonano  i ragazzi alla solitudine sociale.

Eppure l'art. 120 della Costituzione stabilisce che il governo può sostituirsi alle regioni e agli enti locali in caso di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica. E' ora che il governo adotti provvedimenti di carattere nazionale. Mentre, invece,  si continuano a cambiare i  provvedimenti nazionali e quelli regionali  giorno dopo  giorno, si moltiplicano le ordinanze regionali, i prefetti assumono decisioni senza interpellare le scuole autonome scolastica, ed  aumentano a dismisura anche le ordinanze dei sindaci. Le scelte politiche sulla scuola antepongono alle attività educative finalizzate crescita umana e culturale di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, l’apertura di quasi tutte le attività economiche. Il tutto si scarica sulle scuole creando un contesto di profondo disorientamento tra tutti i lavoratori ( dirigenti, docenti, Ata) e tra le famiglie, mentre aumentano le situazioni di grave conflittualità. E nessuno pensa agli studenti, i più penalizzati da questa situazione. Per questo chiediamo che il governo, a fronte del fallimento delle misure che andavano adottate, si assuma le sue responsabilità. Si riporti il confronto a livello territoriale coinvolgendo le scuole. Si faccia chiarezza sui dati o si dica che non è possibile farlo. Si anticipi il rischio della terza ondata su infanzia e primaria rafforzando da subito i protocolli di sicurezza sottoscritti con i sindacati. Non si deleghi più nulla alle Regioni. Il governo si concentri sui vaccini e sulla costruzione di dati veri sulla diffusione della pandemia nelle scuole, se vuole che le istituzioni scolastiche riaprano davvero. Venga valorizzata l’autonomia delle singole istituzioni scolastiche. Ciò significa attribuire alle scuole la massima facoltà di scaglionare ingressi/uscite e di decidere la riduzione fino all’azzeramento, sia pure temporaneo, della frequenza di alunne e alunni in presenza, a causa della pandemia in corso. Ma soprattutto, una volta che la scuola si è organizzata, occorre consentirle di andare avanti, senza che altri si intromettano. Siamo vicini agli studenti  teramani e comprendiamo le ragioni della loro mobilitazione di oggi lunedì 11 gennaio. La scuola non può essere sacrificata sull'altare delle incapacità e delle scelte demagogiche. Stiamo parlando  di considerare prioritario,  nelle agende dei decisori politici, il sistema di istruzione e di  formazione che dovrà consentire ai ragazzi di acquisire gli strumenti indispensabili per orientarsi in una realtà sempre più complessa. Trattare gli studenti come un problema,  comporterà conseguenze negative sull'intera società civile nel suo complesso", conclude il sindacato.


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