Ripensare il codice rosa per aiutare le donne. In memoria di Ester

TERAMO Mercoledì 26 Giugno 2019

Ospedale Mazzini di Teramo, originale iniziativa di formazione in Educazione Continua in Medicina accreditata dal Ministero della Salute per tutte le professioni sanitarie, dall’Ordine dei Giornalisti, dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e dall’Ordine degli Assistenti Sociali. Un confronto scientifico sulla violazione dei diritti umani, sul ruolo della donna nella società ma soprattutto sulla riorganizzazione del percorso di accoglienza delle persone vittime di violenza in ospedale e sul territorio  in aderenza alle linee guida del Codice Rosa.
I lavori hanno avuto inizio con i saluti istituzionali del dott. Giovanni Muttillo, Dirigente delle Professioni Sanitarie, e promotore dell’evento con un escursus sul contesto di riferimento, forme e dimensioni della violenza sulle donne:
E' "violenza contro le donne" ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi, o che possa provocare, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata” (Dichiarazione ONU sull’eliminazione della violenza contro le donne, Art. 1, 1993). 

Questo concetto si afferma solo dai primi anni ’90: violenza che colpisce le donne in quanto donne, che origina dalla disparità di potere tra uomini e donne e che agisce come moltiplicatore di tali disparità (Raccomandazione CEDAW 1992), ha quindi importanti implicazioni per l’uguaglianza di genere. 

Dal 1993 la violenza contro le donne viene riconosciuta come una violazione dei diritti umani (Conferenza mondiale sui diritti umani di Vienna, giugno 1993 e Dichiarazione ONU sull’eliminazione della violenza contro le donne A/Res/48/104, 1993). E’ la forma di violazione dei diritti umani più diffusa in tutti i paesi, in tutte le classi sociali. 

Dagli anni 2000 le Istituzioni internazionali pongono il tema tra le priorità di intervento e incentivano i governi a inserirlo nell’agenda politica 

Nel 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara le violenze degli uomini contro le donne come un problema di salute pubblica. 

Convenzione di Istanbul (2011) è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza. 

In Italia, secondo i dati Istat relativi al 2014:
6 milioni 788 mila donne hanno subito nel corso della propria vita una violenza fisica o sessuale: quasi una donna su tre (31,5% delle donne)
8,8 milioni (43,6%) hanno subito qualche forma di molestia sessuale e 1, 4 milioni (8,9%) hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul lavoro.
4.4 milioni vittime di violenza psicologica da parte del partner
3,5 milioni stalking (16,1%), la maggior parte (2 milioni) da parte di un ex partner. 1,1 milioni (7,7%) sono state vittime di stupro o tentato stupro.
Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici.
Dal 2000 una donna uccisa circa ogni 2-3 giorni, nel 70,5% dei casi nell’ambito famigliare con precedenti di molestie e violenze
Solo il 12% di queste donne ha avuto la forza di denunciare la violenza
Poi è stata la volta del Vescovo di Teramo S.E. Mons. Lorenzo Leuzzi che ha invitato i partecipanti a un momento di raccoglimento con una preghiera in memoria di Ester Pasqualoni.
Sono seguiti i saluti della Consigliera del Comune e della Provincia di Teramo Dr.ssa Graziella Cordone che ha sottolineato come spesso la paura di essere giudicata crei un freno alla denuncia della violenza subita. A seguire, la ginecologa Alessandra Kustermann direttore del pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico e dei Servizio Violenze Sessuali della Mangiagalli di Milano ha evidenziato l’impegno organizzativo degli operatori della ASL e ha proposto una fattiva collaborazione in forma di convenzione con il personale medico ed infermieristico per condividere i protocolli diagnostici-terapeutici-assistenziali nella gestione di accoglienza delle vittime di violenza.
La proposta di collaborazione è stata subito condivisa dal Direttore Generale dell’ASL di Teramo Avv. Roberto Fagnano, che ha evidenziato l’importanza del Codice Rosa, del Protocollo sottoscritto con Prefettura, Università di Teramo e la Commissione Pari Opportunità provinciale da 5 anni. Questo ambizioso progetto di “RETE” potrà divenire per il futuro un nuovo modello di Governance di strategie di prevenzione e di contrasto alle violenze di genere.
Quale immagine della donna viene veicolata dai media? Su questo aspetto si è soffermato il Dott. Stefano Pallotta. Nel suo intervento il Presidente dell’Ordine dei giornalisti della Regione Abruzzo ha parlato di “stereotipi sociali ai quali il giornalista è legato”. Spesso si raccontano episodi di cronaca privi di una riflessione generale che li fa apparire come casi isolati, facendo così apparire la violenza di genere come un “fatto anormale” quando invece non lo è. Per questo è necessario un processo culturale che investa tutta la società. Sulla stessa scia, la dott.ssa Enrica Medori, Sost. Procuratore del Tribunale di Teramo, ha parlato di “educazione”. Sin dall’infanzia bisogna combattere gli stereotipi che possono avere un’incidenza sui fenomeni di violenza (La mamma stira/ Il papà legge). Ha affrontato la tematica della violenza assistita come nuova tipologia di reato per molti sconosciuto ma profondamente radicato nella società.
Molto attesa e significativa la presenza della Dott.ssa Roberta Bruzzone, nota criminologa. Sulla base della sua ventennale esperienza, ha spiegato come il reato di stalking proprio in virtù della maggiore diffusione e radicamento di un fenomeno di natura criminosa, includa anche la dimensione virtuale del cyberspazio.
Ha sottolineato quanto sia importante l’autostima, ogni donna deve imparare a fidarsi di sé e a capire di non essere un oggetto di valore inferiore all’uomo. Spesso nei casi di violenza, infatti, la vittima, pur comprendendo la gravità della situazione, decide di non lasciare il partner perché affetta da dipendenza affettiva. Per questo motivo “va ripensato completamente il nostro modo di essere donna altrimenti si corre il rischio di tornare ad un modello patriarcale dove la donna è bella, desiderabile e totalmente addomesticata”. Nel corso del suo intervento, inoltre, la Bruzzone si è soffermata anche sul protocollo del “Codice     Rosa”. Ha sottolineato di come sia importante richiedere  le generalità dell’accompagnatore della vittima e di quanto sia fondamentale richiedere una visita psichiatrica per l’autore della violenza.
In tema di Codice Rosa, emblematica la testimonianza della dott.ssa Alessandra Kustermann, di Milano, la ginecologa ha evidenziato l’importanza di una presenza costante di equipe dedicata multiprofessionale con Case manager  infermiere a sostegno della vittima. Il centro antiviolenza Soccorso violenze sessuali e domestiche, infatti, è un centro pubblico d’eccellenza, attivo dal 1996 che garantisce, 24 ore su 24, un’assistenza sanitaria con personale dedicato, formato per l’accoglienza e la cura della vittima. Anche presso l’ASL di Teramo da 5 anni è attivo un servizio di Codice Rosa come ha spiegato la dott.ssa Carmela Di Sante e la Dott.ssa Anna Marcozzi, rispettivamente Referente del Prot. Del Codice Rosa e Direttore del Dipartimento Materno Infantile, hanno evidenziato la necessità di una revisione Protocollo “Codice Rosa” aggiornamento Gruppo di lavoro   Proposta sperimentazione centralizzata P.O. Teramo Definizione Equipe dedicata con servizio di pronta disponibilità H 24 Software dedicato per estrazione dati condivisibili a livello regionale e nazionale.
Triage dedicato con competenze specialistiche definite – Istituzionalizzare il Punto di Ascolto a livello Consultoriale – Distrettuale con professionalità dedicate. Mappatura – Accreditamento (Associazioni di Volontariato) Coordinamento di Rete Provinciale- Regionale.
Numerosi gli interventi che si sono susseguiti nel corso della Tavola Rotonda: S.E. Mons. Leuzzi, la dott.ssa Gina Quaglione, Direttore dell’Uoc di Anatomia patologica, L’Avv. Mariagrazia Marinelli, Vice Presidente delle Pari Opportunità della provincia di Teramo,  la dott.ssa Roberto Di Silvestro, vice Prefetto e la Dott.ssa Marisa Zaccagnini, Referente della U.O.C. di Pediatria e Neonatologia, Maria Cristina Marroni Vicesindaco di Teramo. Il dibattito è stato moderato dalla dott.ssa Gabriella Lucidi Pressanti, Direttore del S.I.M.T., e dalla dott.ssa Laura Di Filippo, docente di Criminologia presso l’Università degli Studi Teramo.
Diversi i contributi  delle associazioni presenti a fine convegno Il bello che avanza siamo Noi Margareta Florea e Di Antonio Anna Coordinatrice rete “Ester sono io”.

Radiosanit

Commenta

Oggi su R+News

R+Adv
Canon
Scrigno del Mare
Castrucci
De Gabrielis