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TERAMO Giovedì 13 Giugno 2019

Sbloccare la ricostruzione: la proposta dal basso di uno studio di ingegneria


“Utilizzando l’attuale normativa e le procedure esistenti è possibile sbloccare tutti i progetti in tre-quattro mesi: basterebbe seguire i regolamenti applicativi della 241/90 legge dello Stato che nessuna ordinanza o procedura dell’USR può contrastare. Non c’è bisogno di altro,  continuare a chiedere interventi governativi è inutile bisogna cambiare punto di vista – sostiene Emidio Emilio Delli Compagni presidente e direttore tecnico responsabile de “La Casa Attiva – Società di Ingegneria” di Torricella Sicura -   ed è arrivato il momento che, dal basso, parta una grande iniziativa per una campagna di informazione/formazione per promuovere un deciso cambio rotta e chiudere con l’attesa e con gli  inutili e propagantistici emendamenti ai decreti di cui in realta’ non si ha alcun bisogno e che nulla risolvono”.

Da un’analisi sui dati aperti e disponibili i danni colpiscono fino al 50% del patrimonio edilizio presente nell’area del cratere. Le pratiche di rimborso presentate sono appena 1550 (approvate poche decine) ma entro fine anno (data ultima della proroga concessa dal Governo) potrebbero arrivare fino a 16 mila domande.

Tutto questo a tre anni dagli eventi sismici in una situazione che vede le procedure dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione in enorme ritardo e il sistema istituzionale, politico e l’apparato burocratico pubblico quasi “imprigionato”  rispetto alle scelte decisionali.

Ritardi, vale la pena di sottolinearlo, che stanno amplificando gli effetti già  drammatici del sisma generando la desertificazione delle zone interne , l’abbandono di attività agricole, professionali, commerciali e produttive e degli stessi luoghi di residenza.

Il primo appuntamento  organizzato da "Casa Attiva" è per venerdi’ 21 giugno alle ore 18 all’auditorium del Parco della Scienza a Teramo,  una Assemblea Pubblica: “per presentare il protocollo tecnico/amministrativo che abbiamo messo a punto in questi anni di esperienza sul campo e di studio delle ordinanze e delle leggi. La soluzione predisposta consente di approvare tutti i progetti presentati ad oggi in non piu’ di 90 giorni e di adottare un modello organizzativo che consente di abbattere drasticamente  i tempi".

Nel corso dell’Assembla sarà anche affrontato il problema dell’anticipazione (prevista dalla legge) ai tecnici e a 8 mesi di distanza senza ancora l’ordinanza di soluzione.  

Saranno invitati a invitati a partecipare:  i cittadini danneggiati, gli sfollati, i Comitati che si sono costituiti, i tecnici, i sindacati, le associazioni imprenditoriali e le organizzazioni operanti a tutela di interessi diffusi nonche’ gli Enti della filiera post sisma a partire dai Sindaci, dai tecnici comunali e dell'USR fino alle strutture commissariali.

La società offrirà gratuitamente la propria collaborazione ai Comuni così come l’ha offerta all’Ufficio speciale della ricostruzione senza esito.

“Invertire la rotta non è solo un dovere morale e istituzionale: per quanto ci riguarda è anche la testimonianza che si può e si deve ri-costruire anche un quadro amministrativo/burocratico più competente, veloce e vicino alle reali esigenze della comunità” chiosa Delli Compagni.

Chi è Casa Attiva

“La Casa Attiva – Società di Ingegneria -” srl (www.lacasaattiva.it )  ha operato ed opera nel processo della ricostruzione sismica 2016 e come tante è alle prese con gli effetti negativi della ricostruzione privata.

Constatata l’inefficienza della filiera della ricostruzione  ha deciso scelto di avere un comportamento pro-attivo di solidarietà verso la comunità avendo studiato attentamente le procedure, le leggi ed le ordinanze.

Cosa ha dedotto dall’esperienza sul campo

In questi quasi tre anni di lavoro Casa Attiva ha individuato numerose ridondanze tecnico/amministrative nel processo di approvazione delle pratiche post – terremoto da parte  dell’USR.

Utilizzando unicamente gli strumenti legislativi vigenti e in particolare i regolamenti attuativi della legge 241/90, ha messo a punto un protocollo procedurale integrato che consentirebbe di sbloccare tutti i progetti presentati fino ad oggi entro 3/4 mesi e di abbattere drasticamente i tempi di autorizzazione delle nuove richieste.

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