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L'AQUILA Mercoledì 13 Marzo 2019

Tentate lesioni gravissime al giudice Filippello, assolti perchè il fatto non sussiste


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Il Collegio Penale del Tribunale de L’Aquila, presieduto dalla dott.ssa Alessandra Ilari, ieri alle ore 20.00, ha assolto con la formula “il fatto non sussiste” (art. 530 comma I c.p.p.) i due tunisini Ben Fattoum Afif e Ben Alì Mohamed, accusati di un tentativo di lesioni gravissime consumato in danno della dott.ssa Giuliana Filippello, all’epoca in servizio presso il Tribunale di Ascoli Piceno con le funzioni di Giudice per le indagini preliminari. Secondo l’accusa, il Ben Alì in concorso con  Ben Fattoum, avrebbe tentato di sfregiare il volto del Magistrato in occasione di un interrogatorio di garanzia che si sarebbe dovuto tenere presso il carcere di Ascoli Piceno il 13 aprile 2015, e, per tali fatti, nel gennaio del 2016 furono prima sottoposti alla misura della custodia cautelare in carcere richiesta dalla Procura della Repubblica de L’Aquila e poi processati con giudizio immediato dinanzi al Tribunale del capoluogo abruzzese.

Il Pubblico Ministero dott. Stefano Gallo, al termine della requisitoria aveva concluso per la condanna degli imputati alla pena di anni due e mesi quattro di reclusione, e, in via subordinata, chiesto la “derubricazione” del tentativo di lesioni nel meno grave reato di minaccia.

L’avv. Vincenzo di Nanna difensore del Ben Fattoum, ha sostenuto “l’insussistenza del tentativo di lesioni e la contraddittorietà e illogicità dell’accusa, non potendosi riconoscere i requisiti dell’idoneità e non equivocità degli atti a una condotta meramente “autolesionistica”,  così come descritta nel capo d’imputazione: …. estraendo la lametta e colpendosi con la stessa, compivano atti idonei e diretti in modo non equivoco a sfregiare il volto di Filippello Giuliana…”.

Il Ben Alì è stato difeso da un difensore d’ufficio nominato ieri in udienza.

Il Tribunale, pur assolvendo gli imputati dal grave delitto contestato, ha tuttavia ordinato la trasmissione dei verbali delle intercettazioni e delle testimonianze alla Procura della Repubblica de L’Aquila, per le valutazioni di competenza in ordine al delitto di minaccia (612 c.p.) consumato in danno del giudice Filippello, e di resistenza a pubblico ufficiale commesso dal Ben Alì il 13 aprile 2015.


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