Un dializzato denuncia: Il federalismo sanitario penalizza i malati di diabete

REGIONE ABRUZZO Giovedì 07 Novembre 2019

Un dializzato denuncia: Il federalismo sanitario penalizza i malati di diabete

Il sottoscritto Antonio Di Berardo, diabetico ormai da diversi anni, infartuato con IMA nel 2003, lamenta come la Regione Abruzzo, sostanzialmente abbia ridotto il tetto delle forniture di presidi di tali pazienti. Il numero dei dispositivi per l’ autocontrollo del diabete viene ridotto, da tre confezioni da 25 per la durata di tre mesi, ad una confezione di 25 “striscette” ogni sei mesi, uno a settimana, quattro al mese. Si parla delle strisce reattive che indicano, tramite il sangue, la quantità di glicemia, che rappresenta un fondamentale parametro per i soggetti diabetici. Sono molti i soggetti di questa patologia che lamentano come una confezione da 25 “striscette” non possa certo risultare sufficiente per garantire il monitoraggio nell’ arco di 180 giorni. La mancata concessione di un numero adeguato di “striscette” è grave anche alla luce delle raccomandazioni dei medici specialisti e della stessa diabetologia, per i quali sarebbero necessarie almeno 75 strisce ogni mese per il diabete di tipo 1 ed almeno 25  strisce per il diabete di tipo 2 non insulino-trattato. Garantire una puntuale autocontrollo della malattia costituisce uno strumento di libertà e di consapevolezza che stimola i soggetti diabetici ad adottare un corretto regime alimentare ed uno di stile di vita attivo. Il sottoscritto chiede alla Regione di ritornare sui propri passi, sia per dare la possibilità al diabetologo di “cucire su misura” la migliore cura per il singolo paziente e sia per risparmiare. Infatti, una singola giornata di ricovero in ospedale di un soggetto diabetico costa al Servizio Sanitario Regionale ben più di quello che si spenderebbe, se si migliorasse l’ efficacia della terapia, di cui l’autocontrollo è parte determinante e si garantirebbe libertà ai diabetici.

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