TERAMO Mercoledì 04 Settembre 2019

VIDEONEWS / Ecco perchè è stato sequestrato lo stabilimento Arlecchino di Giulianova, parla il titolare

Nella mattinata odierna, il nucleo operativo di polizia ambientale della Guardia Costiera di Giulianova ha operato l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP del Tribunale di Teramo su richiesta della Procura della Repubblica, avente ad oggetto – nella sua interezza – uno stabilimento balneare insistente nel litorale teramano. Il provvedimento di sequestro giunge a conclusione di attività ispettiva di polizia demaniale avviata precedentemente da un nucleo di controllo congiunto composto da militari della Capitaneria di porto giuliese e personale dell’Agenzia del Demanio di Pescara; attività successivamente coordinata dalla Repubblica di Teramo.

A compimento delle prime complesse verifiche, condotte anche con l’intervento degli uffici tecnici comunali, sono emerse prime significative difformità rispetto agli ultimi titoli

edilizi e demaniali marittimi rilasciati. Tra queste: la realizzazione di innovazioni edilizie in

assenza di titoli autorizzativi; il cambio di destinazione d’uso di locali interni, tra cui alcuni ambienti destinati sulla carta a pronto soccorso e impiegati, invece, come dispensa e preparazione alimenti; l’aumento della superficie esterna pavimentata e la realizzazione di piattaforme esterne; e ancora, il cambio d’uso di un’area coperta e chiusa su tutti i lati, adibita ad area ristorante; la chiusura di zone riportate come corti di servizio esterne e rese invece magazzini e bar. Il tutto, in un’area che, insistendo nella zona costiera di 300 mt. dalla battigia, è ulteriormente tutelata in quanto soggetta a vincolo paesaggistico. Inoltre, e ben più rilevante, all’atto dell’ispezione demaniale, il personale operante della Guardia Costiera e Agenzia del Demanio ha accertato, di fatto, l’utilizzo dell’intera area originariamente assentita in concessione, in assenza di un titolo concessorio in regolare corso di validità, poiché scaduto e mai rinnovato e/o prorogato a causa, in primis, di rilievi attinenti il pagamento dei canoni demaniali marittimi dovuti.

La particolare circostanza ha portato gli inquirenti a rilevare, a carico del concessionario, l’ipotesi di reato di occupazione e innovazioni abusive su pubblico demanio marittimo, di cui agli artt. 54 e 1161 del Codice della Navigazione, relativamente all’intero ambito demaniale occupato, corrispondente complessivamente a circa 5.700 mq di area di pubblico demanio marittimo interessata.

Reati per i quali l’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo dell’intero complesso balneare, reso necessario al fine di evitare la reiterazione degli stessi e l’aggravamento delle relative conseguenze.

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